l’incontro tra silvia e la ceramica

Quando da un tocco di terra nascono forme e contorsioni, allora significa che una vena creativa ha guidato le mani ad esprimere emozione e sensazioni profonde.

Dal figurativo ispirato all’esemplificazione totale, si cerca di creare con un equilibrio plastico-decorativo stati d’animo e intenzioni capaci di interessare e coinvolgere anche il pubblico.

Così da un percorso fatto di innumerevoli bivi e molteplici tappe, che parte dal più immediato studio dell’arte e delle tecniche, la ceramica di Silvia sfocia in una armoniosa e più personale creazione di forme.

L’attrazione  fatale tra Silvia e la ceramica, risale ai primissimi anni della sua vita, quando ancora bambina assorbe l’amore artistico dalla sua insegnante della scuola media. Comincia così per gioco a creare dapprima piccoli animali, ciotoline, oggetti inanimati fino a quanto di più fantasioso le dettava l’immaginazione. Il tempo che passa non affievolisce questo desiderio creativo di esprimersi, ma continua a crescerle dentro e a diventare una vera passione con solide radici. Anche durante gli studi della scuola superiore, a ragioneria, prosegue a coltivare la ceramica, fino a quando un bel giorno, la conoscenza di un maestro e artista di Francavilla al mare (Pescara), la introduce nei meandri più segreti della modellazione e del decoro dell’argilla.

Silvia conosce il meraviglioso mondo della ceramica e vagando da un laboratorio all’altro assetata di sapere, sotto la guida di noti artisti conosciuti a spasso per l’Italia in tutte le sue residenze, spicca finalmente il volo verso l’Istituto Statale d’arte G.Ballardini di Faenza.

Dettata dalle voci interiori, forti e prorompenti, le sue idee cominciano a materializzarsi in forme di vita vissuta, impregnate dell’amore per le sue origini leucane, dell’amore per la natura e contraddistinte da una vena sempre ironica e grottesca.

Nascono in tal modo una seria di sculture che per inventiva e rigore plastico si pongono alla critica di Faenza riscuotendo i primi consensi: volti, maschere, figure femminili, vasi, pannelli, che esprimono tutte nella loro materia passioni profonde.

Da lavori complessi come i “bassorilievi pittorici”, scivola alle ironiche espressioni dei “boccavasi”,per tornare alle sue origine con le “cartoline” e riposare di tanto in tanto con opere minori, ma non meno espressive di oggetti semplicemente decorati.

La mostra ripercorre a grandi passi le tappe principali della crescita creativa dell’artista e lascia al pubblico la scoperta dell’anima di Silvia.